Deduzioni e imposte, come funziona col telelavoro?

Il telelavoro, ne abbiamo già parlato, è una novità che si è molto espansa con il lockdown. Essendo abbastanza nuova nel panorama svizzero, non è neppure ben regolamentata.

Per esempio, il datore di lavoro deve pagare le spese di corrente o di telefono al dipendente? Non è (ancora) chiaro.

Un tema su cui i Cantoni si dividono è quello delle deduzioni di spesa.

Il Ticino ha deciso che chi ha lavorato da casa in modo regolare non potrà godere delle deduzioni per gli spostamenti e per i pasti fuori, dato che in realtà non sono stati effettuati. Ma in altre zone si è deciso diversamente, vedi Lucerna, Vallese e Friburgo. E qualcuno ovviamente non è contento.

Un problema che nasce dal federalismo

Ogni Cantone ha un margine decisionale su parecchie questione, è uno dei capisaldi della Confederazione Svizzera. Ed ecco dove nascono le disparità. Se si continuerà a lavorare molto da casa, il tema andrà affrontato.

E l’affitto?

E per quanto concerne lo spazio che viene occupato a casa, magari un locale o uno studio? Chi fa del telelavoro può dedurre il costo di una stanza dedicata alle attività professionali solo nel caso in cui il datore di lavoro non mette a disposizione un ufficio.

Come funziona coi frontalieri?

Un altro tema è quello dei frontalieri che hanno lavorato da casa, dunque in Italia. Per ora, le imposte verranno trattate nello stesso modo di sempre, come se non ci fosse stato il lockdown. Ma anche qui, se la situazione perdurasse, si dovrà fare qualcosa.

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