Aiuti della Confederazione, per chi?

La Svizzera sta affrontando la situazione economica peggiore da 50 anni, servono dunque aiuti per le aziende e i lavoratori. Oggi durante la conferenza stampa del Consiglio Federale ne sono stati annunciati diversi. Per il Consigliere Federale Ueli Maurer gli effetti della crisi Covid si vedranno per anni, ma creare le condizioni quadro migliori possibili per i prossimi anni è basilare.

Indennità di perdita di guagano

Corrisponde grosso modo alla casa integrazione italiana. Sono provvedimenti volti a indennizzare le persone che subiscono una perdita di guadagno e saranno disponibili per:

  • Persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro, in caso di chiusura di strutture. In futuro anche le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro (titolari di Sagl o SA) avranno diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, se hanno dovuto interrompere la loro attività lucrativa su ordine delle autorità. Il diritto derivante dalla chiusura di strutture sussiste per il periodo della chiusura.
         
  • Persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro, in caso di divieto di svolgere manifestazioni In futuro anche le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro (titolari di Sagl o SA) avranno diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus in caso di divieto di svolgere manifestazioni ordinato dalle autorità, se avrebbero fornito prestazioni per la manifestazione in questione.
  • Lavoratori indipendenti e persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro con una diminuzione considerevole della cifra d’affari
    In futuro avranno diritto all’indennità di perdita di guadagno le persone la cui attività lucrativa subisce una limitazione considerevole a causa di provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di COVID-19 e che subiscono una perdita salariale o di guadagno. Per limitazione considerevole s’intende una diminuzione della cifra d’affari pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari media degli anni 2015–2019. Le persone interessate devono dichiarare la diminuzione della cifra d’affari e spiegare com’è riconducibile ai provvedimenti adottati per combattere l’epidemia di COVID-19. Le indicazioni fornite saranno verificate mediante controlli a campione.

Per usufruirne bisogna far richiesta alla propria cassa di compensazione AVS sui cui siti ci saranno gli appositi moduli.

Casi di rigore: mutui, fidejussioni e garanzie

La definizione di “casi di rigore” è da sempre nebulosa. Berna ritiene di non dover dare aiuti a tappeto, è stata aperta una consultazione per ampliare la definizione dei “casi di rigore”, che sinora sono coloro che hanno perso il 40% del loro fatturato.

 Il sostegno finanziario è accordato a condizione che l’impresa fosse redditizia o economicamente solida prima dell’epidemia di COVID-19 e non abbia diritto ad aiuti finanziari settoriali della Confederazione (sport, cultura, trasporti pubblici ecc.).

In questo momento si pensa soprattutto a chi è particolarmente colpito, ovvero imprese nella filiera dell’organizzazione di eventi, baracconisti, operatori del settore dei viaggi e aziende turistiche.

I sostegni finanziari al momento sono divisi tra Confederazione e Cantone, 50% a testa, ma anche di questo si discuterà.

Nelle proprie disposizioni i Cantoni possono prevedere fideiussioni, garanzie, mutui e/o contributi a fondo perduto. Per mutui, fideiussioni e garanzie è prevista una durata massima di 10 anni e possono ammontare fino al 25 per cento della cifra d’affari del 2019 di un’impresa, ma al massimo a 10 milioni.

I contributi a fondo perduto possono ammontare fino al 10 per cento della cifra d’affari del 2019, ma al massimo a 500 000 franchi (di cui fr. 250 000 dalla Confederazione).

Sport

Le società sportive professionistiche sono messe a dura prova dal numero massimo di spettatori, 50 (il che equivale di fatto a giocare a porte chiuse), mancano gli introiti dei biglietti e della gastronomia.

I club chiedono protocolli sanitari meno rigidi, intanto la Confederazione è pronta a aiutarli. Per lo sport professionistico (soprattutto calcio e hockey su ghiaccio) sono stati decisi prestiti di 175 milioni di franchi per ciascun anno (in totale 350 mio.). Questi prestiti servono esclusivamente a garantire la partecipazione dei club ai campionati. 

La Confederazione può concedere prestiti senza interessi direttamente ai singoli club fino al massimo al 25 per cento dei costi d’esercizio sostenuti dal club nella stagione 2018/2019. I club devono fornire garanzie per un importo pari ad almeno il 25 per cento dell’importo del prestito.

Ii club che non possono restituire il prestito entro tre anni, devono ridurre gli stipendi di al massimo un quinto. Ciò si limita agli stipendi che superano l’importo massimo del guadagno assicurato nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (attualmente circa 148 000 fr.). Essi hanno al massimo dieci anni di tempo per restituire i prestiti.

La Confederazione concede retrocessioni a un grado posteriore per i prestiti se ciò può permettere di migliorare la situazione per la restituzione alla Confederazione. Le retrocessioni servono quindi a stabilizzare la situazione finanziaria di un club.

Oltre ai club delle due leghe professionistiche di calcio e hockey su ghiaccio, anche le discipline sportive di squadra di livello semiprofessionistico possono ottenere un sostegno. Si tratta in particolare dei club di pallacanestro, unihockey, pallavolo come pure di calcio e hockey su ghiaccio femminile. Questi club devono partecipare con una squadra alle competizioni della massima lega del rispettivo sport.

L’offerta di aiuti della Confederazione alle discipline sportive professionistiche e semiprofessionistiche scade alla fine del 2021.

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