Se sto in quarantena, chi mi paga?

Cosa succede se un lavoratore si ammala di Covid oppure deve mettersi in quarantena perchè un suo contatto stretto (ricordiamo che per contatto stretto si intende persona con cui si è stati a una distanza inferiore a 1,5 metri da una persona infetta senza protezione, per esempio parete divisoria o quando entrambe le persone indossano una mascherina, in Italia si aggiunge la durata del contatto, una quindicina di minuti, che come riferimento può valere anche in Ticino)?

Una delle motivazioni per cui in Ticino si è deciso di fermare il calcio amatoriale, per esempio, era la paura di molti giocatori a recarsi a allenamenti e partite per timore di finire in quarantena e correre rischi sul lavoro. Ma le norme cosa dicono? Si viene pagati?

In caso di malattia

“Se dovete mettervi in isolamento perché vi siete ammalati di nuovo coronavirus e il medico vi ha rilasciato un certificato medico, avete diritto alla continuazione del pagamento dello stipendio o a un’indennità giornaliera per malattia”, spiega l’apposito sito della Confederazione Svizzera.

Lo stipendio deve essere pagato per almeno tre settimane.

In caso di quarantena

Se dovete mettervi in quarantena perchè un vostro contatto stretto ha contratto il Covid, dunque per ordine delle autorità, “avete diritto a un’indennità di perdita di guadagno”: essa corrisponde all’80% del salario, con un massimo di 196 franchi al giorno (festivi esclusi). Diverso è se si può lavorare in home office.

Ulteriori informazioni

Diverso è il caso in cui qualcuno si debba mettere in quarantena perchè è stato di sua spontanea volontà in un paese considerato a rischio: a quel punto non sussiste alcun diritto all’indennità di lavoro ridotto.

In alcuni casi, tuttavia, è possibile che il datore di lavoro che invia il proprio dipendente in una regione a rischio debba versargli il salario, il cui versamento può fondarsi sugli articoli 324 o 324a CO. Tendenzialmente, dal punto di vista giuridico la quarantena è considerata alla stregua di un impedimento al lavoro e per un eventuale indennizzo l’impedimento non deve essere imputabile a colpa del dipendente. La decisione è presa caso per caso.

Un lavoratore che si reca in un territorio a rischio potrà essere accusato di colpa se viene messo in quarantena. Motivi imperativi personali potrebbero eventualmente giustificare il viaggio (visita a un familiare morente).

Se il lavoro può essere svolto da casa e il datore di lavoro mette a disposizione tutta l’infrastruttura necessaria per il telelavoro, non possono essere addotti impedimenti al lavoro come giustificazione.

Alcuni termini

Approfittiamo di questo articolo per chiarire con precisione che cosa sono la quarantena e l’isolamento.

Nella quarantena si resta a casa e si evitano i contatti con altre persone. Una persona che è stata a stretto contatto con una persona che si è ammalata di nuovo coronavirus deve mettersi in quarantena secondo le istruzioni dell’autorità cantonale competente. In questo modo può evitare di contagiare altre persone a sua insaputa.

Chi è risultato positivo al test del nuovo coronavirus deve mettersi in isolamento secondo le istruzioni dell’autorità cantonale competente. Isolamento significa restare a casa ed evitare qualsiasi contatto con altre persone.

Definizioni e ulteriori informazioni

E in Italia?

Sinora stavamo parlando della Svizzera. Per quanto riguarda l’Italia, non si possono fornire risposte certe, che nemmeno le aziende hanno: dipende tutto da caso a caso e soprattutto da che cosa scriverà il medico di famiglia della persona in quarantena. Il dubbio vale anche per chi si reca in una zona a rischio di sua spontanea volontà, non vi è una regola certa. Si possono comunque sfruttare giorni di ferie arretrati.

In caso di malattia, ovviamente, si viene retribuiti secondo le tariffe INPS.

Differenze tra Ticino e Italia in merito ai provvedimenti Covid

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