Svizzera, Italia, Lombardia: cosa posso fare e cosa no?

Ordinanze, provvedimenti, quarantene, mascherine, coprifuoco. Stesso scopo, sostanzialmente stesso modo di combattere il Coronavirus, ma con alcune differenze tra Italia, Svizzera e addirittura Lombardia. E così è facile che venga il dubbio: cosa posso fare e dove? Quanti sono i commensali massimi presenti ad un tavolo? E i trasporti pubblici? Le scuole?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza con quanto valido al 20 ottobre 2020.

I provvedimenti in Svizzera

In Svizzera, terminato il periodo di massima crisi in cui era la Confederazione a decidere, la palla è passata ai Cantoni. Piano piano tutti, confrontati con l’aumento dei casi, hanno inserito l’obbligo della mascherina nei luoghi chiusi. In seguito è nata la volontà di una regolamentazione a livello nazionale: domenica sono stati annunciati dunque l’obbligo di portare le mascherine, la raccomandazione di usare il telelavoro e il limite di 15 persone per gli assembramenti, siano essi pubblici o privati (in Ticino il limite era a 30, ora ovviamente si deve adattare a quanto deciso da Berna). Ogni cantone può decidere autonomamente misure più incisive se lo ritenesse opportuno.

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I provvedimenti italiani

L’Italia ha puntato invece sulla possibilità per i sindaci di chiudere vie e piazze in caso di assembramenti. Eventi come congressi e fiere sono proibiti, si ferma lo sport regionale e locale (ma non ancora le palestre), i ristoranti dovranno chiudere alle 24, vige l’obbligo di indossare la mascherina sia nei luoghi aperti che in quelli chiusi accessibili al pubblico. Per quanto concerne la scuola, si punta a un access scaglionato, non prima delle 9 per sgravar ei mezzi pubblici negli orari di punta, con un utilizzo intensivo della didattica a distanza.

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Provvedimenti in Lombardia

La Lombardia ha voluto introdurre alcune misure più restrittive. Torna il coprifuoco, dalle 23 alle 5 ci si potrà muovere solo per comprovate ragioni di necessità, siano esse di lavoro o di salute. Sabato e domenica la media e grande distribuzione sarà chiusa eccetto gli esercizi con vendita di alimentari.

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Questioni pratiche: cosa si può fare

Quarantene: I residenti in Sizzera che rientrano da Veneto, Liguria, Sardegna e Campania in Svizzera devono osservare una quarantena, annunciandosi alle autorità competenti (a meno che vi siano stati per sole 24 ore, in transito) Ciò non riguarda cittadini residenti in Italia. I frontalieri non sono dunque sottoposti a alcuna quarantena e possono andare e venire dalla Lombardia, ma anche nel caso in cui si recassero per qualsiasi motivo nelle regioni indicate come a rischio dalla Svizzera, potrebbero entrarvi senza alcuna preclusione.

Ristoranti: In Svizzera ci si può recare al ristorante quando si vuole, bisogna indossare la mascherina sino a quando si è seduti al tavolo e quando ci si sposta per il locale. Vanno lasciati i propri dati per il contact tracing (che vanno conservati dal gerente per 14 giorni), ad eccezione, da ieri, del caso in cui si consumi rapidamente qualcosa in un bar. Si può bere o mangiare solo seduti. Non ci sono limitazioni per il numero dei commensali, ma dato che il limite per gli assembramenti è di 15 persone, esso dovrebbe valere anche per le tavolate. In Ticino locali da ballo, discoteche e locali erotici sono chiusi. Per contro, chi desidera recarsi al ristorante in Italia deve tener conto che essi chiudono alle 24. Le tavolate possono essere al massimo di 6 commensali, bisogna indossare la mascherina sino a quando si è seduti al tavolo e mentre ci si sposta nel locale. Bisogna lasciare i propri dati per il contact tracing (che il ristoratore deve conservare per 10/14 giorni). In Lombardia, i locali chiudono alle 23. Attenzione però alle regioni a rischio!

Accesso a impianti sportivi: In Svizzera il pubblico può accedere agli impianti sportivi se munito di mascherina e di autocertificazione ove si indica di non avere sintomi e di non essere stati in contatto con persone affette da Covid. Vige l’obbligo di verifica della temperatura corporea (deve essere inferiore a 37,5 gradi) in ingresso. Tutte le persone devono collaborare con il datore di lavoro al rispetto delle normeTutto il pubblico deve essere seduto e non può muoversi dal proprio posto, l’eventuale consumo di cibo e bevande avviene al posto. Questo è reso possibile dal fatto che dal primo ottobre sono consentite manifestazioni con più di 1’000 persone, il Canton Berna per esempio ha introdotto nei giorni scorsi un limite inferiore, fino a 1’000 persone. In Italia possono accedere agli impianti sportivi sino a 1’000 persone. Tutti devono indossare la mascherina, bambini compresi, i posti sono tutti seduti e distanziati, non ci si può muovere dal proprio posto ed è proibito portare striscioni o bandiere. I biglietti si acquistano online. Vige l’obbligo di verifica della temperatura corporea (deve essere inferiore a 37,5 gradi) in ingresso. Tutte le persone devono collaborare con il datore di lavoro al rispetto delle norme. In Lombardia bisognerà ora tener conto del coprifuoco a partire dalle 23 (alcune partite, se iniziano alle 21, non permettono di arrivare a casa entro quell’ora).

Feste private: In Svizzera si possono organizzare feste o riunioni private sino a 15 persone. Tra 15 e 100 persone tutti devono indossare la mascherina, si può bere o mangiare solo da seduti e va tenuto un elenco delle persone presenti. Per riunioni sopra le 100 persone servono permessi e piano di protezione. In Italia ci si può riunire al massimo in 6 persone. In Lombardia bisogna tener conto del coprifuoco.

Trasporti pubblici: Sia in Svizzera che in Italia vige l’obbligo di portare la mascherina e nl limite del possibile il distanziamento sociale.

Scuola: Le scuole proseguono in Svizzera e in Italia in presenza. Se ci sono casi positivi in una classe, le autorità sia svizzere che italiane possono ordinare una quarantena di classe, se necessario. In Svizzera le lezioni proseguiranno, nel caso, a distanza. Lo stesso vale per l’Italia. In Ticino è obbligatorio portare le mascherine nelle scuole del post obbligo per i ragazzi e per tutto il personale, docenti compresi, in tutti gli spazi e anche nelle mense, tranne quando si è seduti a tavola a mangiare. In Italia alcune lezioni vengono comunque svolte a distanza, per cui la frequenza è parziale.

Supermercati: In Svizzera l’apertura dei supermercati prosegue con gli orari consueti, vige l’obbligo di portare la mascherina, con chiusura domenicale. In Italia vale lo stesso, con la mascherina obbligatoria e apertura anche domenicale. In Lombardia la media e grande distribuzione sarà chiusa il sabato e la domenica, eccetto per gli esercizi alimentari.

Aree di lavoro: In Svizzera non vi è l’obbligo della mascherina sui luoghi di lavoro, ogni singola azienda si organizza come meglio crede, anche per la raccolta dei dati personali legati al contact tracing. In Italia si è obbligati a portare la mascherina durante le ore di lavoro quando non si può rispettare la distanza di 1 metro e si opera a stretto contatto in locali chiusi. Il datore di lavoro deve raccogliere i dati di tutte le persone, interne e esterne, in ingresso all’area di lavoro, per il contact tracing. Vige l’obbligo di verifica della temperatura corporea (deve essere inferiore a 37,5 gradi) in ingresso. Tutte le persone devono collaborare con il datore di lavoro al rispetto delle norme, anche quelle introdotte dall’azienda. Si consiglia al datore di lavoro di tenere traccia con firme autografe dei propri dipendenti delle azioni ani Covid intraprese nell’area di lavoro (tra cui distribuzione di mascherine, areazione dei locali, …) Per quanto concerne chi si sposta in Lombardia tra le 23 e le 5 sarà necessaria un’autocertificazione redatta dal datore di lavoro.

Tamponi: In caso di sintomi sospetti, in Svizzera bisogna astenersi dal lavoro e contattare il proprio medico, che se caso predisporrà il tampone. Esso viene rimborsato dalla cassa malati se il medico ha indicato che vi sono dei sintomi, mentre se la persona decide per altre motivazioni di fare il test (vacanze, precauzione se ha parenti a rischio) è a carico suo. In Italia, si possono effettuare test a livello privato, in centri medici privati, e il costo è a carico dell’utente. In caso di messa in quarantena preventiva per contatti stretti con persone positive, è l’ATS locale a chiamare per effettuare il tampone se necessario (in questo caso non è possibile farlo privatamente perchè non si può lasciare il proprio domicilio). Resta poco definito se il lavoratore è retribuito o meno durante i giorni di quarantena fiduciaria.

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