Una nuova vita in Svizzera è possibile!

Trasferirsi dall’Italia in Svizzera? C’è chi lo ha fatto e non tornerebbe più indietro. La storia che raccontiamo è una di quelle che ha ispirato questo sito: una storia di come una decisione possa cambiare la vita.

Lui ha una trentina d’anni, è sempre stato appassionato del suo lavoro e ha sempre lavorato tante ore e con impegno, portando a casa un buono stipendio, in Italia. La Svizzera è da tempo un paese che reputa modello, con le strade pulite, il rispetto, il mondo del lavoro ancora non contaminato da certi atteggiamenti, ideologie che rendono difficile operare in Italia, con Amministrazioni locali che gli pare mettersi di traverso per contrastare le aziende, il lavoro anziché aiutarle. In particolare durante il Covid… mentre in Svizzera hanno concesso aiuti puntuali, reali e diretti, cosa che in Italia non è stato lo stesso.

Una nuova casa e il permesso B

Il sogno di trasferirsi in Svizzera lo accarezzava da molto tempo. La decisione è avvenuta verso la fine dello scorso anno (2019), per amore e per ricerca di nuove sfide in territori extra-europei. Da tempo si interessava al mercato delle costruzioni civili elvetiche, cullando il progetto di acquistarne una, stupito anche del fatto che in Svizzera il sistema ipotecario è molto diverso da quello dei mutui italiani.

A dicembre ha affittato il suo primo appartamento ed ha inoltrato per posta tutti i documenti per il permesso B seguendo le semplici indicazioni messe a disposizione sul sito on-line dell’ufficio della migrazione ticinese. In pochi giorni riceve i primi feedback di presa in carico della pratica ottenendo il foglio di “permesso provvisorio”  

Fondare una SA

Ma la volontà di impresa impressa nel DNA vuole creare una attività in Svizzera. Su semplici consigli di un consulente locale, ha fondato una SA, ovvero una Società Anonima, con un capitale azionario di 100mila franchi, portando in Ticino i suoi sudati e tassati risparmi per investire in un nuovo progetto, una nuova avventura, una nuova sfida.

A distanza di qualche mese, lavorando lo stesso numero di ore, l’azienda è decollata. Con lo stipendio che gli viene assegnato dalla sua stessa SA, che pur è minore di quanto incassava mensilmente lavorando come partita IVA in Italia, ha già potuto mettere da parte in sei mesi praticamente l’equivalente dell’utile netto di un anno di lavoro in Italia.

Ricordiamo infatti che prima erano le tasse, assurdamente e inspiegabilmente alte a mangiarsi buona parte del fatturato, poi i consulenti: fiscalisti, commercialisti, ecc…, poi la fattura elettronica che nella sua semplicità e utilità ha comportato altre spese in termini di noleggio del software e dei servizi di conservazione dei dati… tasse occulte non riconosciute che non esistono nel territorio elvetico.  

Come va la vita in Svizzera

In Ticino può anche ora permettersi una vita agiata, un appartamento da arredare e qualche sfizio che in Italia non poteva nemmeno permettersi di avere per preservare il patrimonio per la paura di subire qualche improvviso cambio di rotta del pensiero del Governo.

Ha ottenuto il permesso B, subito dopo la riapertura degli uffici cantonali dopo il Covid, divenendo a tutti gli effetti un residente in Ticino.

Della Svizzera pensava un gran bene: strade pulite, lineari, curate negli asfalti (pur con troppi severi limiti di velocità), autostrade che costano annualmente 100 volte meno rispetto alle riscossioni operate nei caselli autostradali italiani, rispetto, ordine, senso di Nazione, uffici pubblici che rispondo al telefono e sono pronti per aiutare il cittadino, uno Stato che desidera far lavorare i suoi cittadini e permettere loro di far girare ricchezza, in modo che possano, tutti, beneficiarne.

Attenzione, è venuto in Svizzera con l’intenzione di lavorare e di mettere a disposizione del nuovo paese le proprie competenze acquisite, snobbate in Italia. Era ben conscio che non ci si può trasferire in Svizzera senza saper fare nulla e senza avere la voglia di fare. Qui serve qualità e tanta voglia di mettersi in gioco che nemmeno a farlo apposta sono proprio doti che lo caratterizzano.

E dopo qualche mese: la sua vita in Ticino è felice, ma prova tanta rabbia e sofferenza verso il suo paese d’origine che vede sempre più sommerso di burocrazia, ostacoli e assurdità che lo stanno portando al progressivo annichilimento. Le prime impressioni sono pressappoco quelle che aveva, anzi… rimane sempre basito dalla semplicità dello Stato elvetico. Rispecchiano quanto Lambrendetto XVI comunica nei suoi video.

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